ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E FISCALI

Gli adempimenti previsti per poter partecipare ad un mercatino di cosiddetti “hobbisti creativi” o ad un mercatino dell’usato di proprietà o di oggetti collezionati dall’espositore non sono particolarmente gravosi ed è necessario, anche per evitare brutte sorprese, attenersi alle disposizioni di legge. Nella Regione Emilia Romagna, invece, con la Legge n. 4/2013 e la successiva Deliberazione della Giunta n. 844, sono state introdotte delle norme assai restrittive in materia (per leggere un nostro commento e per accedere alle leggi in questione clicca qui).

OBBLIGHI AMMINISTRATIVI 
Condizioni necessarie e indispensabili per poter svolgere un’attività di questo tipo sono la saltuarietà, la non professionalità, la limitatezza e l’assenza di organizzazione. Gli oggetti esposti devono essere il frutto della creatività e dell’ingegno personali e fatti a mano oppure, nel caso di oggetti usati o collezionati, devono essere di proprietà dell'espositore e, comunque, tutti di modico valore: l’eventuale corrispettivo non può essere superiore a € 258,23 (le vecchie 500 mila lire) e i ricavi non possono superare complessivamente i 4800 euro annui. Inoltre l’espositore deve essere presente presso la propria postazione.

Sia le Associazioni che i Comuni organizzatori delle manifestazioni hanno dei propri regolamenti e possono chiedere ai partecipanti della documentazione. In particolare è richiesta all’espositore una dichiarazione (sostitutiva dell’atto di notorietà) sul tono della seguente:

    Il sottoscritto dichiara ai sensi dell’art. 47 D.P.R. 28.12.2000, n. 445:

di essere un venditore occasionale e non professionale che vende beni in modo del tutto sporadico ed occasionale;
di esporre e vendere oggetti di propria creazione, intesi come opera dell’ingegno creativo, senza necessità di autorizzazione amministrativa ai sensi dell’art. 4 comma II lettera h) del D.Lgs 114/98;

di vendere oggetti rientranti nella propria sfera personale o collezionati con valore non superiore ad  €uro 258,23= ciascuno;
di non essere stato dichiarato fallito;
di non esercitare professionalmente alcuna attività commerciale;
che non sussistono nei propri confronti cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’art. 10 della Legge 31.05.1965, n. 575 (legislazione antimafia).
    Il sottoscritto  è consapevole che le dichiarazioni mendaci, la falsità negli atti e l’uso di atti falsi comportano l’applicazione delle sanzioni penali  previste dall’art. 76 D.P.R. 28.12.2000, n. 445, ed acconsente ad eventuali verifiche cui il contenuto della presente     dichiarazione potrà essere sottoposto da parte del ricevente.

    Letta e confermata la propria dichiarazione, la sottoscrive   

    Luogo, data e firma leggibile del dichiarante

    Ai sensi dell’art. 38 del D.P.R. 28.12.2000, n. 445 la dichiarazione è sottoscritta dall’interessato in presenza del dipendente addetto     ovvero sottoscritta e presentata all’ufficio competente, unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore

   

La normativa non fa riferimento ad alcun obbligo di iscrizione a registri presso la Camera di Commercio ma in alcune Regioni (ad esempio Veneto e Marche) è richiesto il tesserino degli hobbisti.
Ciascun Ente locale - o chi, da questo delegato, organizzi una manifestazione - sulla base delle prescrizioni recate dalle norme regionali, può adottare un proprio regolamento e a questo bisogna fare riferimento.

OBBLIGHI FISCALI
Nel mercatino possono esporre tutti coloro che non hanno partita IVA che si distinguono dagli ambulanti perché quest'ultimi sono quelli che invece hanno la partita IVA e quindi seguono uno specifico regime fiscale.
Non si possono mettere in vista prezzi perché in questo genere di mercati, essendo il venditore occasionale e non organizzato, si scambia tra privati e molto spesso ci si accorda sul valore del bene e tale valore è dato in base alle circostanze.
Il rilascio della ricevuta non è obbligatorio nelle cessioni tra privati ma essa va fatta quando viene richiesta ed è obbligatoria per i commercianti o per le ditte. Nel caso di compilazione, la ricevuta va fatta in due copie: originale va all'acquirente (con l'apposizione dell'eventuale marca da bollo) mentre la copia resta all’espositore (con l'indicazione di aver incollato la marca sull'originale).

COME SI COMPILA LA RICEVUTA
È necessario compilare l’intestazione con il vostro nome, cognome e codice fiscale, mentre sono sufficienti nome e cognome dell’acquirente nel caso sia un privato, oppure l’intestazione completa dell’attività nel caso sia un commerciante/ditta; va inoltre indicata una breve descrizione del bene venduto, seguita dalla seguente dicitura: “Corrispettivo relativo a cessione di beni compiuta quale attività commerciale occasionale di cui art. 67 DPR 917/86”; - è necessario applicare marca da bollo da 2,00 € se l’importo della ricevuta è uguale o maggiore  a € 77,47.

Un esempio di ricevuta

Nome e Cognome
Indirizzo
Cap e luogo
Codice Fiscale


Ricevuti da  _____________________________________________________________
€  ______________________________________________    €  __________________
                                      (in lettere)                                        (in cifre)

per ___________________________________________________________
corrispettivo relativo a cessione di beni compita quale attività
commerciale occasionale di cui all’art. 67 del D.P.R. 917/1986

 

(soggetta a bollo vigente)

 

    ________________________________
                         (firma)


COME COMPILARE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI
Le ricevute rilasciate durante l’anno vanno inserite in dichiarazione dei redditi sotto la voce “Altri redditi” (quadro RL del Modello Unico e non del Mod. 730). Inoltre sarebbe possibile anche detrarre alcune spese specificamente e palesemente riconducibili alla creazione del bene venduto (i materiali necessari alla creazione degli stessi).
Esporre come venditore alcune volte l'anno è permesso (le Regioni dettano precise norme sul numero di volte in cui esporre nei mercatini), mentre farlo in un notevole numero di siti e più volte nei dodici mesi può essere interpretato come attività continuativa, cioè un vera e propria attività lavorativa.
Effettuare compravendite, produrre beni destinati alla vendita in modo continuativo è considerato commercio mentre vendere propri oggetti usati, o inusati o acquisti errati (con scontrino o fattura in modo da dimostrare che non c'è un guadagno nel rivenderlo) è possibile, purché sia una cosa saltuaria altrimenti potrebbe essere inteso come commercio anche questo.
 

 

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